Le classifiche di FreNeek | I MIGLIORI LIBRI DEL 2015

Se le bacheche dei nostri social network sono intasate dalle classifiche di fine anno ci dovrà pur essere un motivo. Io solitamente sbuffo, un po’ mi lamento, ma alla fine le leggo tutte e  spesso ne faccio un ottimo strumento per sentirmi in colpa per tutte le cose a cui non ho prestato sufficiente attenzione. Ho deciso quindi di infliggervi qui su Freneek la mia brevissima classifica dei migliori libri letti nel 2015.

 XXI secolo, Paolo Zardi (Neo edizioni): Un romanzo straordinario di un autore che si è fatto notare per i suoi eccellenti racconti. Giunto nella longlist del Premio Strega 2015, ha riscosso un notevole successo tra i lettori più attenti. XXI secolo è una distopia non troppo lontana dalla quotidianità in cui viviamo, la storia di un uomo che, in un mondo che ingrigisce inesorabilmente, è pronto a combattere con pervicacia per salvare l’unico sentimento in cui è ancora concesso credere: l’amore.

Sembrava una felicità, Jenny Offill (trad. di Francesca Novaja, NN Editore): Piccolo gioiello tra altre perle nel catalogo della giovanissima ma già amatissima NN Editore. Un libro che si legge in un pomeriggio ma che continua a martellare nella testa per settimane. Maternità, solitudine, inadeguatezza, e molto altro  raccontato con uno stile, finalmente, inedito e singolare. Da leggere assolutamente.

Nel mondo a venire, Ben Lerner (trad. di Martina Testa), Sellerio: Senza girarci troppo intorno: Nel mondo a venire è stato l’unico libro contemporaneo letto nel 2015 a darmi le vertigini.
Quello che accade nelle pagine di questo libro, che si fa fatica a definire romanzo ma per cui preferirei evitare di usare parole abusate come autofiction, è qualcosa di incredibile. Lerner gioca a nascondino con il lettore e riesce attraverso le proprie parole a modificare, se non la realtà, almeno la percezione di essa. Una di quelle letture che, una volta ultimata, ha cambiato la mia prospettiva sulla letteratura e su quanto di buono è ancora possibile in questo campo.

Moby Dick, Herman Melville (edizioni varie): Grazie alla nuova traduzione di Ottavio Fatica edita da Einaudi si è tornato a parlare di questo grande capolavoro. La verità è che, sorvolando sulle questioni di traduzione, su cui si dovrebbero aprire discorsi infiniti, Moby Dick è un libro da recuperare in ogni caso. Un viaggio, un’avventura, un’impresa che ogni lettore dovrebbe avere l’ardire di affrontare. A me ha fatto compagnia sul finire di quest’anno e ancora mi accompagnerà per un po’, perché trovo confortante l’idea di avere un capolavoro ad aspettarmi.

Dalle rovine, Luciano Funetta (Tunué): Veniamo finalmente alla parte che amo di più delle classifiche: gli esordi. L’esordio più incisivo di questo 2015 è segnato da Dalle rovine, un libro che dalla scrittura alla storia dimostra capacità e coraggio. Preparatevi a seguire le vicende di Rivera, raccontate da un “noi” che sta con il fiato sul collo del protagonista e che mette i brividi, a trovare umanità e tenerezza nelle pieghe più recondite e perverse dell’essere umano. Questo è un libro per lettori dagli stomaci forti, ma se avete la fortuna di essere tra questi Dalle rovine e la scrittura limpida e matura del suo autore, non potranno che restarvi impressi positivamente.

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